LETTURE NATALIZIE - GUIDE ALLA DISCUSSIONE IN CLASSE
Herman Koch, La cena
Aperitivo, Antipasto, Secondo piatto, Dessert, Digestivo, Mancia. Questa la suddivisione del romanzo, in armonia col titolo e con l'ambientazione primaria del medesimo.
All'inizio si apprende che il narratore interno, Paul Lohman, è il marito di Claire e il padre di Michel; suo fratello Serge Lohman, candidato alla carica di Primo Ministro d'Olanda, è padre di Rick e marito di Babette. I due ragazzi hanno quindici anni. Dalle prime pagine si avverte che il narratore è un uomo tormentato: lo infastidiscono persino i dettagli, come quello di dover prenotare un ristorante, di lusso, con mesi di anticipo, ma è evidente che non di dettagli si tratta, bensì di una sua estesa insofferenza per la vita che conduce, per le persone che frequenta e, forse, per la persona che sente di essere. Quello che poi, dallo sviluppo della narrazione, si capirà sia l'argomento centrale, viene presentato gradualmente: si capisce che Paul ha un probelma preciso, che sembra legato alla dimensione familiare (come si può intendere dalla citazione tolstojana: tutte le famiglie felici si somigliano, ciascuna famiglia infelice è infelice a suo modo, che suona come una sorta di epigrafe dell'intera vicenda, una volta che si è finito di leggere). Non si tratta di qualcosa che sia connesso con la moglie, ma con il figlio: il narratore si è recato nella sua stanza e lì ha avuto la rivelazione di qualcosa destinato a cambiare in maniera imperscrutabile la vita di tutti loro (cfr. p. 17). Un breve capitolo svela, pur senza fornire ulteriori chiarimenti, che in effetti Paul ha scoperto qualcosa di molto inquietante che riguarda Michel: un filmato sul suo telefonino, che evidentemente sperava di non trovare e che invece c'era. Non ci viene rivelato altro, e l'attenzione viene riportata su quella che rappresenta la cornice dalla narrazione, la cena che Paul e Claire si apprestano a fare con Serge e Babette.
La descrizione dei personaggi avviene ovviamente attraverso il filtro del narratore interno. Babette viene presentata come una donna "abbondante", caratterizzata da proporzioni armoniche ma fuori dall'ordinario. Quando arriva a cena, il narratore si accorge subito che sul suo volto ci sono tracce di un pianto recente. Quanto al fratello di Paul, è caratterizzato da continui riferimenti al suo arrivismo, alla volontà tenace di diventare primo ministro a qualunque costo: si capisce che Serge non gode della stima del suo consanguineo.
I dettagli della cena sono ricostruiti maniacalmente dal narratore, che se ne serve per enfatizzare un crescendo di nervosismo da parte sua: tra i personaggi secondari che contribuiscono a mettere in evidenza questa peculiare situazione psicologica, figura sicuramente il Maître del ristorante di lusso, sul quale si sofferma spesso l'attenzione. Nello stesso tempo prosegue la caratterizzazione del fratello Serge, ritratto sia nel momento in cui si svolge l'azione, sia attraverso memorie del passato. Un esempio è rappresentato dall'analisi del modo in cui l'aspirante primo ministro si nutre: Mangiare era l'equivalente di fare il pieno alla macchina: masticava veloce e con meccanica efficienza il panino al formaggio o il dolcetto ripieno, per far arrivare il carburante allo stomaco il prima possibile; d'altra parte, senza carburante, non si può andare avanti." (p. 58). Si può percepire, da queste notazioni, quanta insofferenza provi Paul verso il fratello e come essa si sia nel tempo confermata e accresciuta, fino a manifestarsi in tutta evidenza a un certo punto della cena. Quasi a metà della narrazione, viene introdotto un nuovo personaggio: si tratta di Beau, fratello adottivo di Rick e quindi cugino di Michel, che i due hanno soprannominato Faso, dal nome della terra d'origine del ragazzo, il Burkina Faso. In realtà della sua esistenza, come di quella di una sorella di Rick, si viene messi al corrente un po' prima, ma il personaggio prende consistenza solo a narrazione già avviata. Al soprannome si connettono molte considerazioni, e anche sviluppi della narrazione.
La descrizione dei personaggi avviene ovviamente attraverso il filtro del narratore interno. Babette viene presentata come una donna "abbondante", caratterizzata da proporzioni armoniche ma fuori dall'ordinario. Quando arriva a cena, il narratore si accorge subito che sul suo volto ci sono tracce di un pianto recente. Quanto al fratello di Paul, è caratterizzato da continui riferimenti al suo arrivismo, alla volontà tenace di diventare primo ministro a qualunque costo: si capisce che Serge non gode della stima del suo consanguineo.
I dettagli della cena sono ricostruiti maniacalmente dal narratore, che se ne serve per enfatizzare un crescendo di nervosismo da parte sua: tra i personaggi secondari che contribuiscono a mettere in evidenza questa peculiare situazione psicologica, figura sicuramente il Maître del ristorante di lusso, sul quale si sofferma spesso l'attenzione. Nello stesso tempo prosegue la caratterizzazione del fratello Serge, ritratto sia nel momento in cui si svolge l'azione, sia attraverso memorie del passato. Un esempio è rappresentato dall'analisi del modo in cui l'aspirante primo ministro si nutre: Mangiare era l'equivalente di fare il pieno alla macchina: masticava veloce e con meccanica efficienza il panino al formaggio o il dolcetto ripieno, per far arrivare il carburante allo stomaco il prima possibile; d'altra parte, senza carburante, non si può andare avanti." (p. 58). Si può percepire, da queste notazioni, quanta insofferenza provi Paul verso il fratello e come essa si sia nel tempo confermata e accresciuta, fino a manifestarsi in tutta evidenza a un certo punto della cena. Quasi a metà della narrazione, viene introdotto un nuovo personaggio: si tratta di Beau, fratello adottivo di Rick e quindi cugino di Michel, che i due hanno soprannominato Faso, dal nome della terra d'origine del ragazzo, il Burkina Faso. In realtà della sua esistenza, come di quella di una sorella di Rick, si viene messi al corrente un po' prima, ma il personaggio prende consistenza solo a narrazione già avviata. Al soprannome si connettono molte considerazioni, e anche sviluppi della narrazione.
La discussione per noi si concentrerà, per cominciare, sul narratore interno e su Beau. Procederemo per via di citazioni dal testo (sempre si partirà da citazioni dal testo) seguite dal commento di chi ha preso la parola
Yasmina Reza, Il dio del massacro
Partiamo dalla didascalia che indica come predisporre la scena: Un salotto. Nessun realismo. Nessun elemento inutile. Dopo aver letto la pièce di Yasmina Reza si può capirne il senso comunicativo con maggior precisione: la scrittrice ha portato in scena una tragedia del nostro tempo, sortita da un coacervo di contraddizioni che ci rappresentano fin nei dettagli, e ha bisogno di uno spazio quasi vuoto perché parole, atti, pensieri, ricordi, vite vissute dei protagonisti vi si staglino con perfetta precisione. Non c'è bisogno di realismo e di accessori, il dramma basta a se stesso e la parola è sufficientemente evocativa. Qualche oggetto esiste, sulla scena, ma è un prolungamento delle persone, come si vedrà a proposito del cellulare, dei liquori, dei libri d'arte.
I protagonisti.
Veronique e Michel Houillé, figlio Bruno, colpito con un bastone da Ferdinand
Annette e Alain Reille, figlio Ferdinand, che ha colpito con un bastone Bruno
Alain è avvocato ed è continuamente impegnato a parlare al cellulare: ha in corso una causa internazionale
Veronique è una scrittrice, si occupa di paesi africani, lavora in una libreria, è appassionata di arte e fotografia
Michel è grossista di articoli casalinghi
Annette è consulente patrimoniale
La discussione si svolgerà, come la precedente, sempre a partire da citazioni. Ci concentreremo, per cominciare, sul titolo e sugli oggetti. Poi ciascuno potrà intervenire con citazioni varie, anche finalizzate a approfondire i caratteri dei protagonisti.
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