ESERCITAZIONI PER IL COLLOQUIO (REALIZZATE IN VC)
1) La paura della libertà è il sentimento che ha generato il fascismo. Per chi ha l’animo di un servo, la sola pace, la sola felicità è nell’avere un padrone e nulla è più faticoso e veramente spaventoso dell’esercizio della libertà. (Carlo Levi, Paura della libertà, 1946)
[Carlo Levi, nato a Torino nel 1902, è stato uno scrittore e pittore antifascista, autore del romanzo Cristo si è fermato a Eboli, 1945, con cui tra l'altro si è reso portavoce della questione meridionale nel secondo dopoguerra]
3) La stupidità, questo inconfessabile amore, esercita su noi un potere ipnotico, una invincibile attrazione. Più volte l’ho sperimentato nel tram, nei luoghi pubblici, al caffè. Sto seduto al caffè, e accanto a me che vado errando nei più inesplorati continenti dell’intelligenza, seggono alcuni sconosciuti. Come avviene di solito, esalano i discorsi di costoro una stupidità ineffabile, ispirata, incantatrice. A poco a poco la mia avventura si offusca, perdo la traccia del mio viaggio solitario, cedo al richiamo primordiale della stupidità, il mio orecchio è pieno della voce della sirena. Intelligenza, ti saluto! Non penso più, non cerco più, non voglio più. Un dolcissimo languore m’invade, come in capo a un’insonnia prolungata i nostri nervi finalmente si disciolgono nello sfinimento voluttuoso del sonno. Ora io mi rivolgo a voi e vi domando: « Per noi figli dell’intelligenza, per noi figli del Peccato, questo richiamo non è forse quello lontanissimo, nostalgico del Paradiso Perduto?».
SI tratta dell'effetto contagioso del pensiero semplificato o decisamente stupido (oppure proprio non pensiero) di cui è portatrice la collettività e che conquista suo malgrado il singolo. L'insieme indeterminato che chiamiamo gente, in quanto portatrice appunto di pensieri semplificati (luoghi comuni, pregiudizi) e tali da sforare nella stupidità, possiede una sorta di forza seduttiva. Il soggetto, anche quello predisposto al ragionamento, sente la seduzione della faciloneria del pensiero e ha di fronte a sé due strade: abbandonarsi al paradiso perduto della stupidità oppure, eventualmente, opporsi.
INDICO IN ROSSO LE SCELTE CHE NON SEGUO O CHE MI SEMBRANO SBAGLIATEE QUELLE MANCANTI
- Latino, Seneca. Si pone esattamente questo problema, della difficoltà con cui il singolo, che magari (per via della sua formazione filosofica, della sua istruzione) cerca la saggezza, deve imparare a liberarsi dalle influenze esterne, in particolar modo quella della folla, che contamina appunto con le sue semplificazioni e con la sua rozzezza (Epistula ad Luclium I, 7, sulla folla, la turba che si esalta nel circo, e Epistula XLVII sugli schiavi, dove elogia Lucilio che si comporta in controtendenza con i propri schiavi, considerati dal pensiero comune come delle bestie e non come homines).
- Filosofia, Croce: filosofo antifascista in epoca fascista ed unico lasciato libero da Mussolini per dimostrare che non limitasse la libertà di espressione.
- Storia, Totalitarismi: ai totalitarismi, per la loro affermazione, è utile che gli interlocutori del regime siano le folle addomesticate, opportunamente addormentate e persino instupidite
- Inglese: Orwell, 1984 (l'individuo non deve esistere più)
- Italiano: l'estetismo e la turris eburnea (per proteggersi dalla contaminazione della volgarità borghese)
- Arte, Ensor: Autoritratto con maschere
- Educazione civica, Shoah: contaminazione della massa e paura di andare contro il pensiero comune
- Fisica, Einstein: ignora il paradigma (Kuhn) e rivoluziona il pensiero comune con la sua teoria sulla relatività
Una dinamica oppositiva separa il mondo esterno, caratterizzato da una chiusura autoprotettiva (si vive meglio se non si è troppo sensibili) nei confronti della comprensione della propria interiorità e del reale, dagli individui introspettivi, sempre protesi in direzione di uno scavo nella propria interiorità. Tuttavia una simile chiusura nella contemplazione favorisce piuttosto un’apertura nella direzione di emozioni e scoperte di grande profondità. L’abilità introspettiva che, contrariamente alle aspettative, favorisce un ampliamento degli orizzonti, caratterizza la vita di autori come Seneca (PRIMO ARGOMENTO, ITALIANO), la cui intera vita si conduce nell’oscillazione tra l’intensa partecipazione, anche politica, alle vicende del tempo ed il desiderio di vita contemplativa. Nel suo caso particolare, tuttavia, l’isolamento favorisce uno scavo nell’interiorità ma nella direzione di un miglioramento della vita comune. Tale spirito pratico si esprime principalmente attraverso gli scritti che concepisce nel periodo del secessus, tra cui le Epistulae ad Lucilium, in cui si rende protagonista di un’operazione di ammaestramento alla vita del suo giovane interlocutore Lucilio. Il raffinamento interiore sortisce l’effetto positivo di contrastare l’adesione ad un pensiero unico che Seneca identifica come quello del vulgus, la voce della maggioranza che procede per categorie uniformanti. Risulta decisamente interessante anche la precisazione che, nell’argomentazione su che cosa sia il bene umano, identifica chi parla di bene e virtù quasi sempre come un ricercatore di queste ultime, e non come un saggio che le possiede. La figura del cercatore è presente nel primo romanticismo proprio con Faust (SECONDO ARGOMENTO, LATINO), ambiziosissimo cultore dell’assoluto.
ALTRI COLLEGAMENTI
Seneca in latino→la concezione di felicità nel de vita beata e l’autarkeia
crepuscolarismo di italiano→Gozzano scrive il componimento la
signorina Felicita (cos’è la felicità)
sogno americano di storia→uno degli obiettivi della vita è trovare la felicità
impressionismo di arte→Renoir che ritrae la convivialità (la colazione
dei canottieri)
nietzsche di filosofia→la felicità si basa sull’equilibrio tra spirito
dionisiaco e spirito apollineo
C'è chi preferisce morire piuttosto che vivere sotto il dominio di un tiranno, ovvero di sopportare l’ipocrita clemenza di un potere che ama mascherare la sua essenza, la sua volontà di controllo assoluto, e procurarsi approvazione mostrandosi generoso. Il soggetto in questione, arrivato a una specie di vicolo cieco in cui sembra non aver più nessuna scelta, proprio in quell’istante si appropria della scelta delle scelte, vivere da schiavo o morire libero, e opta per la seconda.
Latino: Seneca stoico
Filosofia: Kierkegaard
Italiano: Goethe e Foscolo
Storia: Regimi Totalitari
Inglese: 1984, Orwell
Arte:
Fisica: Majorana
Scienze: Studio dell’atomo [mi sembra legato a Majorana ma non al tema]
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